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Il nostro giogo
Puledri di noia al galoppo,
morti improvvise dentro il cuore,
gioie come d’infante che nasce,
come la primavera
dopo un lungo grigio inverno
questa nostra vita…
Ma non è che ala d’anatra
starnazzante volontà non sue.
Fracasso,
grida,
mercatini di povertà
ostentati come velo d’oriente,
questa sponda di vita ormai battuta…
Il nostro giogo sta nell’empio in Dio
altissimo eppur così basso
molteplicità di mondi
unici e distinti,
in questo dolore
ed in questa sofferenza.
Tu non morirmi dentro,
fanciulla giovane
che non sai quanto ancora t’attende;
l’amore in fiore
che ti soffia il cuore
e ti dà notti sudate
di desiderio trasparire,
esso ci prende tutti, tutto.
Il giogo del peso che non c’è
sulle sabbie di quelle clessidre;
nostri tempi morti
che fuggono veloci
e noi regaliamo!
Vita che scorre,
sentimento unico per te,
principessa d’oriente,
anima nobile d’amore
di morte,
di nascituri sanguinanti placenta
eppur così vivi!
Io non ho che te,
come unico giogo
alla mia esistenza eretta;
a curvarmi l’anima,
le ossa…
fino alla polvere da inalare.
M.M. 9/3/2001